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La particolare lavorazione della superficie di un materiale può essere uno degli elementi “linguistici” che distingue e caratterizza le opere di un autore e il suo stile personale. Giorgio Moranti, un artista italiano della nostra epoca, nelle sue incisioni ha caratterizzato con minutissime texture le varie parti dell’opera, riuscendo in tal modo a diversificare l’uno dall’ altro gli oggetti, il tavolo, lo sfondo.
In scultura, un’artista che ha saputo utilizzare con maestria l’effetto comunicativo delle texture è stato nel 1600 Gian Lorenzo Bernini. Egli trattando con abilità la superficie del marmo, è riuscito a suggerire a chi osserva la grana dei capelli, quella della pelle, la varietà dei tessuti.
Nell’arte contemporanea, gli artisti hanno affidato anche ad un solo segno del linguaggio visuale la loro comunicazione. Enrico Castellani, artista italiano, ha utilizzato le texture per comporre una serie di opere intitolate “Superfici”. Ciascuna, delle superfici, è caratterizzata da una diversa texture in rilievo, ottenuta con un paziente lavoro artigianale, utilizzando tela, colla e chiodi. E’ affidato così alla luce e a chi osserva il compito di percepire e interpretare il significato della composizione trasmesso dalle texture, i soli segni visivi da cui l’opera è formata.