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Scultura a togliere

La scultura in pietra ha antichissimi usi. Nell’antichità, la scultura è sempre stata connessa con il culto religioso, dove ha costituito un vero e proprio supporto liturgico della presenza di un dio.
Per scolpire, sono state usate pietre dalla grana diversa: dai calcari più teneri ai marmi durissimi, quali il porfido. Il privilegio all’uno o all’altro materiale e variato nelle diverse civiltà e nel tempo.
Nell’arte occidentale, in Grecia prima, e poi a Roma, era preferita la scultura in marmo, che raggiunse risultati di grande naturalismo e la lavorazione raffinata sia nell’opera a tutto tondo sia in quelle a bassorilievo. Nel fregio del Partendone, ad Atene, la trattazione del marmo nelle vesti e nei panneggi, li fa apparire così naturali e morbo di da far dimenticare a chi guardava la pesantezza della materia usata.
La tecnica di lavorazione greca influenzò poi profondamente tutta la scultura occidentale, dal Quattrocento in poi. Come esempio dell’abilità raggiunta dall’artista, Gian Domenico Bernini. L’artista era riuscito a lavorare la pietra in modo tale da far percepire a chi guarda la morbidezza e la diversa tensione della pelle.
Con il 1900, la scultura in pietra a togliere è stata utilizzata anche per opere non figurative, che mantengono però fondamentalmente immutati i modi della lavorazione rispetto al passato.

 

 

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