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Lo sbalzo è l’arte di creare immagini in rilievo su una sottile lastra di metallo. La lastra può essere di rame o di stagno, ma anche d’argento o d’oro.
Per imparare a fare uno sbalzo generalmente si usano delle lastre appositamente predisposte per i principianti. La si poggia rovesciata su un feltro o un panno morbido piegato più volte e con una penna biro o un altro strumento appuntito si traccia il contorno del disegno che si vuole realizzare a sbalzo. Con appositi strumenti o semplicemente con un cucchiaino, si preme in modo da far dilatare il metallo, fondendolo sporgere verso l’esterno fino ad ottenere il rilievo desiderato. Rivoltando la lamina, il disegno risulterà sporgente. Puoi effettuare anche una texturazione della superficie, così da caratterizzare in modo diversificato alcune parti del lavoro: si può graffiare la lamina in un solo verso, in modo incrociato, puntinare o trattare in una varietà di altri modi che contribuiscono a rendere più espressivo il rilievo. Dopo aver terminato il procedimento è consigliato riempire dal rovescio le zone incavate con dello stucco o anche con della colla vinavil, così da evitare che il rilievo si alteri. S può anche fissare la lamina con dei chiodini di rame su una tavoletta o un pannello, in modo da valorizzarla.
La lavorazione a sbalzo tradizionale è l’artista che riduce il metallo ad una lastrina sottile. La decorazione è ottenuta riscaldando il metallo e piegandolo gradualmente alla forma desiderata. Successivamente la superficie è rifinita con cesello, un ferretto che può avere varie forme a secondo degli effetto che si vogliono ottenere, dopo di che il metallo può essere anche argentato o dorato.
L’arte dello sbalzo su metallo si diffuse soprattutto nella civiltà occidentale anche se sono stati trovati gioielli lavorati con questa tecnica nell’antico Messico. Nel bacino del Mediterraneo, lo sbalzo fu praticato con grande abilità dai Greci, dagli Etruschi, e dai Romani per creare oggetti di oreficeria, vasellami e per decorare le proprie armi. Nell’alto Medioevo, la tecnica dello sbalzo fu usata dai popoli barbarici. In seguito, servì soprattutto per la creazione di oggetti sacri: crocefissi oppure rivestimenti per altari. Assai noto è l’altare di Voulvino, lavorato a sbalzo su oro e argento in modo tale da ottenere un’ ampio modellato che viene messo in risalto dalla luce.
Nel Rinascimento, vi furono applicazioni dello sbalzo soprattutto nel ricco vasellame domestico, che veniva creato dagli artisti in oro e in argento per soddisfare le richieste di una ristretta committenza: regnanti, papi, cardinali o ricchi signori.
Uno fra i più celebri creatori di soggetti preziosi a sbalzo fu Benvenuto Cellini, che nel 1500 lavorò per la Signoria dei Medici a Firenze e per il Re di Francia. L’artista riusciva a trattare il metallo con incredibile maestria, in modo da ottenere una raffigurazione naturalistica.
Gradualmente, nel corso dei secoli successivi, la tecnica dello sbalzo andò perdendo importanza e solo in epoca moderna è stata consapevolmente recuperata da artigiani orafi per nuove e moderne creazioni.

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