Possibilità a tutti gli artisti di poter esporre le proprie opere sulla rivista Euro Arte ed Milano Arte Quotazioni.

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Mini racconti
SCARPETTE ROSSE (VIDEO)

E’ da ore che scrivo al mio ultimo racconto. E’ molto tardi. Il sonno e la stanchezza iniziano a prendere il sopravvento. Sono esausta! prendo sonno quasi subito. Quando … inizio ad avvertire dei rumori nella mia stanza. Penso possa essere qualche topolino ch’è riuscito ad entrare dal balcone. Quei rumori diventano sempre più forti. Comincio ad avvertire  paura. Ho l’impressione che quei rumori siano dei passi; Spero sia solo un brutto sogno! Tanto innervosita e un po’ impaurita, dopo diversi minuti riesco a riprendere sonno. I  rumori riprendono a farsi sentire sempre più forti. Rimango immobile  nel mio letto, tengo gli occhi chiusi. Sono frastornata e confusa; non comprendo se sono sveglia o sono sprofondata in uno strano sogno. Accendo la luce. Non v’è nessuno! Tiro un sospiro di sollievo. La bocca è asciutta, ho una gran sete. Decido di andare in cucina al piano superiore. Il sonno è oramai svanito. Nell’imboccare il corridoio mi trovo davanti una bambina. Riesco a nascondere la mia paura, mi fermo ad osservarla. La bimba è dell’età apparente di 4 o 5 anni, capelli castano chiari, grandi occhi neri. E’ ben vestita. Un bel cappottino rosso; sotto un grazioso vestitino colorato a righe, blu, bianco e rosso, con calzini bianchi, fin sotto il ginocchio e delle scarpette rosse. Della bimba mi colpiscono i suoi occhi, sono tanto tristi!Chiedo con voce dolce quale sia il suo nome e perché si trovi in casa

“Mi chiamo Eleonora. Questa è casa mia!”

E se tu tutto fosse vero? Ma no! In quella casa ci sono stata sempre e solo io. Eleonora mi guarda, quando mi chiede:

“Mi accompagni? Ho tanta sete. Andiamo in cucina”

Io con il capo dico si, ed indico la porta che sta avanti a me di qualche metro, sulla mia destra.

“No! La cucina è al piano di sopra. Te ne sei dimenticata? Che smemorata che sei!”

Ho l’impressione che la bimba mi legga il pensiero. Le tendo la mano, ma Eleonora la ritrae.

“No! Non farlo! Ho le manine tanto fredde. Ti accompagno io in cucina”

Penso, lei accompagna me? Io abito in questa casa da una vita! Ma chi è costei? Quando nel  salire le scale Eleonora prende a cantare una canzoncina, appartenente al mio passato.

“Quando è l’ora di fare la nanna,  sai che fanno i bravi bambini? Lasciano i giochi e vanno da mamma, e l’accompagna a …”Poi, sul pianerottolo della ripida scala, di fronte alla porta, mi chiede

“Tu la mamma l’hai?La mia non la conosco!”

Perché una bimba così piccola fa queste domande?

“No. La mia è morta qualche tempo fa!”

Eleonora, con occhi tristissimi e gli occhi che gli luccicano dalle lacrime, mi dice:

“Se mi segui, senza fare domande ti dico dov’è la mia!”

In me penso che tutto è strano e contraddittorio. Eleonora afferma di non conoscere la sua mamma e poi di sapere dov’è. Decido di seguirla e non porle altre domande. Lei mi cammina sempre avanti, conosce perfettamente tutti gli ambienti.  Mi fa segno di stare zitta e con la mano sinistra m’indica un qualcosa. Io so cosa c’è lì, preferisco tacere.

“Tu lo sai cosa c’è la su? Lì tanto tempo fa ho lasciato i  giocattoli. Me li prendi?”

Non riesco più a parlare, eseguo tutto quello che mi dice la bamba. Prendo la scala, appoggiata dietro la porta della cucina. La su in alto, al soffitto della cucina, vi è una piccola botola che porta al sotto tetto. Eleonora si arrampica per prima per la scaletta di ferro. Anch’io salgo. Giunta da Eleonora, lei si mette a braccia conserte e comincia a piangere.

“Cosa succede Eleonora? Perché piangi?”

Lei singhiozzante, e come un disco rotto, ripete le stesse parole.

“Non ci sono più! Non ci sono più! Non ci sono più!”

So a cosa si riferisce Eleonora. So cosa teneva nascosta quella soffitta. Non parlo, non oso dire chi abbia fatto sparire i giocattoli. Eleonora è presa da un pianto irrefrenabile, si butta per terra. Io so cosa cerca Eleonora: un triciclo in ferro e un cavalluccio rosso in plastica. Con mio grande stupore scopro che non ci sono più! Inizio ad avvertire paura, sono i miei ricordi! Essi cominciano a riemergere stranamente, coincidono perfettamente con quelli di Eleonora. Sento che le forze cominciano a venirmi meno! Quando fra i singhiozzi indica un qualcosa che sta dietro le mie spalle. Non vedo nulla, la soffitta è scarsamente illuminata. Un sottile raggio di sole illumina un angolo buio. S’intravede la sagoma di una figura umana, seduta su di una piccola sedia in vimini. La figura ha un qualcosa tra le braccia che va cullando. Vorrei tanto avvicinarmi a quella persona. Quando sento una gelida manina afferra il mio braccio.

“Non andare! Non andare! Fermati! Lei ti porta via!Così noi non ci vedremo più!”

“Perché non devo farlo? Chi è quella donna?”“Non fare tante domande! Tu lo sai chi è e non vuoi fare il suo nome! Perché non fai il suo nome? Hai paura? Dai … fallo!”

Rimango immobile, osservo meglio chi è la persona, è una donna! La figura femminile ha il volto nascosto da una veletta nera; va cullando una bambola. Canta una canzoncina del passato:

“Quando è l’ora di fare  la nanna, lascia i giochi e corri da mamma. Dalle un bacione per farle capire, che le vuoi bene e che vuoi dormire …”

La sconosciuta  stende verso di me la mano destra, facendomi segno di avvicinarmi. Eleonora stringe fortemente la mia mano fino a farmi male e, con una voce mai udita prima, da vecchia, comincia a urlare:

“No! Non farlo! Lei ti porta via! Noi l’abbiamo vista una sola volta, all’inizio del nostro tempo, poi mai più! Non potremo mai pronunciare il suo  nome. Lei mai apparterrà al nostro mondo! Un tempo ci separa da lei. Se vai io svanirò!”

Lacrime cominciano a scendere dai miei occhi. Lacrime che escono dal mio cuore; lacrime di profondo dolore che sempre sono state chiuse in me. Copro gli occhi; Quando li riapro …! mi ritrovo seduta sul mio letto piangente al buio. Mi corico cercando di dimenticare quel brutto sogno. Quando … La voce allegra di Eleonora va abbandonandomi:

“Ciao! Ciao! Ciao! Ahahahhaha!!!!!!!!!!!!!!!”.

Le calde labbra di Eleonora si poggiano sul mio viso, per svanire per sempre.

 

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