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Mini racconti
L'OMBRA

Una mattina ho deciso di andar a far visita ad una mia parente. E’ una bella giornata calda, anche s’è pieno inverno. Giunta nell'androne del palazzo della parente, scopro che l'ascensore è guasto. Mi tocca far sei piani a piedi. Me la prendo comoda, salgo quasi come fosse una passeggiata. Nel palazzo si odono rumori: Sicuramente saranno donne tutte affaccendate nello svolgere i lavori domestici. Qualcuno ha anche lo stereo ad alto volume. Salendo non incontro nessuno per le scale. Giunta al quarto piano decido di fermarmi un attimo. Mi guardo intorno stranamente un po' circospetta, come se avvertissi un certo disagio, come se ci fosse qualcuno ad osservarmi. Guardandomi attentamente intorno m'accorgo che la porta di un appartamento è socchiusa, come se qualcuno misteriosamente mi chiamasse. Da quell’appartamento giunge uno strano odore. Tutto è strano! Possibile che in quel palazzo nessuno si sia accorto di quell’ odore nauseabondo? Decido di andare a vedere in quell'appartamento cosa succede. Suono svariate volte il campanello. Da dentro non giunge nessuna voce. Poi ... entro. Lentamente , con passo e circospetto apro le porte di tutte le stanze. Con mia grande sorpresa la casa è completamente disabitata. Non v'è l'ombra di vita, di alcun mobilio, niente di niente! Perché quell'appartamento è aperto? Non ho alcun indizio per trarne una risposta certa. Mi dirigo verso l'ultima stanza. La chiave è inserita nella toppa. Perché chiudere a chiave una stanza quando tutti possono aprirla?Apro! entro nella stanza appena illuminata dalla luce che filtra dalla serranda di una finestra. Pian piano che i miei occhi si adattano alla penombra riesco ad intravvedere che anche questa stanza è spoglia di tutto il suo mobilio, tranne che grande mobile piazzato al centro della camera. E' una grande bara. Ho un sobbalzo! Vengo assalita dalla paura. Vorrei fuggire dal quel luogo, ma la curiosità s'impadronisce di me. Lentamente m'avvicino. Voglio capire cosa sta succedendo. Voglio capire cosa succede in quella cassa. Appoggio le mani sul legno, mi sporgo per vedere chi vi riposa dentro. Dentro v'è adagiato un corpo di donna. Un corpo minuto, non molto alta. E' intatta! Non è un corpo in decomposizione. Allora perché quel puzzo irresistibile. Lentamente faccio salire il mio sguardo fin verso il viso, quasi temessi di scoprire chi fosse. Mi costringo a scoprire di chi è quella salma, così ben composta. Quando...! Riconosco quel volto. Quel volto...! Quel corpo...! Ma sono io! Non è possibile! Sono proprio io! Vorrei gridare, ma non posso, non ci riesco. Come se le corde vocali si rifiutassero di emettere un suono. Non riesco a muovermi, come se le mie membra si fossero d'un tratto paralizzate. Guardo, osservo, attentamente quel corpo riposto nella bara, come se volessi dire a me stessa “quella non sei tu!” Purtroppo, l'immagine non cambia; quel volto, quel corpo sono proprio io. Riesco a sbloccarmi. Finalmente riesco a emettere prima alcuni lamenti, poi diventano sempre più forti, per divenire degli spaventosi urli di spavento. Perdo la cognizione del tempo e del luogo. Per un attimo chiudo gli occhi, presagendo che qualcosa di ancor più orribile mi stia per succedere. Riaprendo gli occhi intorno a me avverto un grande freddo. Avverto che anche il mio cuore è fermo. Volto il capo da un lato e poi dall'altro, e ... la bara è scomparsa. M'accorgo d'essere io adagiata in quella cassa da morto. Indosso un bel vestito. Dallo stile dell'abito intuisco ch'è stato scelto da una persona giovane. L'abito di cui mi hanno vestito è giovanile. Perché sono dentro quella bara? Tutto è strano! Sono sveglia, sento tutto, vedo tutto. Avverto il mio cuore ch’è insensibile alle emozioni. Quando improvvisamente comincio ad avvertire degli strani suoni. Quel suono diventa sempre più forte. Non riesco a comprendere da dove giunga quel rumore ritmato, che diviene sempre più forte. La casa rimbomba di quello strano suono. Distintamente comprendo che quelli sono dei sospiri e il battito del cuore. Non è il respiro di una persona normale. D'un tratto m’accorgo che il mio cuore ricomincia a battere. Comincio a provare delle emozioni. Il mio cuore batte come un cavallo imbizzarrito. Quei respiri sono sempre più profondi e brevi. Ho già sentito quel modo di respirare. E' l'ansimare di una persona in agonia. E' il respiro di una persona che sta emettendo gli ultimi suoi respiri. Il sentire questo ansimare m'inorridisce. Lo avverto, va all'unisono con il mio. Sono immobile, chiudo gli occhi colta dallo spavento. Al momento che li riapro intravvedo una persona dinanzi a me. Non riesco a comprendere chi sia. intuisco ch’è una persona non più in vita. Di soprassalto mi siedo al centro del lugubre giaciglio. Comincio ad urlare. Così com'era comparsa quella sagoma umana, ora è scomparsa. Tutto è scomparso! Mi ritrovo seduta al centro del mio letto. La stanza immersa nel buio della notte, con una fioca luce che filtra dalle tapparelle della finestra e le mie due adorate cagnette che dormono. Presa dal forte spavento, non convinta che tutte quelle strane visioni siano finite m'alzo. Vado ad accendere la luce. Orrore si aggiunge ad orrore! Scopro che mie cagnette sono divorate dai vermi e scarafaggi. D'un tratto sento che il mio piede sinistro viene sfiorato da una cosa soffice, come se fosse un piumino. Abbasso di scatto lo sguardo e m'accorgo che quella cosa soffice. Era un grande topo nero. Guardo l'immondo animale negli occhi. Lui, per niente disturbato della mia presenza, corre veloce verso la carcassa dei miei adorati cani. Mi metto a gridare. Dalla paura e dallo schifo, metto le mani sul volto, come a voler nascondere ciò che sta succedendo. Odo dei rumori. Quell'immondo animale sta divorando con gusto i corpi dei miei compagni. Mi ricordo che dietro la porta della stanza avevo dimenticato la scopa. Così di scatto ne afferro il manico. Mi dirigo velocemente verso il famelico roditore. prendo a colpirlo violentemente, fino a fracassargli il cranio. Presa da una incontenibile gioia comincio a ridere. È un ridere nervoso e isterico. Quando … qualcuno suona alla porta di casa. Il campanello suona più volte. Decido di dirigermi verso la porta, quando mi vedo sorpassata dai miei due cani, festanti e gioiosi. Apro la porta di casa e … con mia grande sorpresa e gioia...! E' la mia parente con due suoi figli che sono venuti, dopo anni, a farmi visita.

 

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