Possibilità a tutti gli artisti di poter esporre le proprie opere sulla rivista Euro Arte ed Milano Arte Quotazioni.

Con pubblicazione in migliaia di copie su tutto il territorio nazione.

Per Info contattare Collaboratore/Redattore Niccoli Annamaria QUI

Webmaster Iiriti Salvatore
Mini racconti
UNA BAMBINA

 

 

C'era una volta una bambina di nome Selene.

Così iniziano tutte le favole e le storie per bambini. Questa no! Questa è la storia triste di tanti bambini. Un giorno una donna mise al mondo, che in seguito avrebbe deciso di abbandonare. Solo un freddo e burbero ufficiale dell’anagrafe mise alla bimba il nome di Selene.

In quell'Istituto i bambini erano ritenuti e trattati come uno “scarto della società”. I bimbi non erano affatto amati, ma erano anche sempre mal vestiti, mal curati, mal nutriti. Nessuno asciugava le lacrime di quei bimbi quando piangevano di notte. Nessuno raccontava una favoletta per farli distrarre. Nessuno cantava una ninna nanna per farli addormentare. Selene era una bella bimbetta dalla pelle olivastra e dai grandi occhi scuri e profondi. Cresceva solitaria e taciturna, come tanti altri bimbi di quella struttura; ma sognava tanto, anche a occhi aperti. Solo una donna che lavorava in quell'Istituto l'aveva presa a ben volere. Così, un giorno, regalò una bellissima e meravigliosa bambolina di pezza. Selene la chiamò Serenella. La bimbetta non lasciava mai quel prezioso ed unico regalo. I bambini del Brefotrofio sembravano dei piccoli “animaletti”, litigavano per tutto, anche per un tozzo di pane. Un giorno, le due compagne di stanza, cominciarono a prendere in giro Selene. Lo scherzo divenne lite. Una delle due bimbe strappò violentemente la testa di Serenella, poi cominciò a sbatterla per terra. Selene comincia a piangere disperata, non riesce ad intervenire. La bambolina si ruppe in più pezzi e le due bimbe se ne andarono dalla camerata tutte contente e soddisfatte per la bravata compiuta. A Selene non rimane altro che raccogliere i pezzi della bambolina e nasconderli sotto il cuscino del lettino.

Un giorno, in quell'Istituto giunse un uomo. Tutti i bimbi vennero vestiti con l'unico abito migliore, uguale per tutti, presi da una donazione di una grande fabbrica, tutti radunati in una grande camerata. Era la sala riunioni dei dipendenti. I fanciulli vennero tutti schierati. La Direttrice, con tono basso, tranquillo e gentile, presentò i bambini uno ad uno. La donna passò tutto il tempo prestabilito solo a elogiare ed esaltare i pregi di tutti i bimbi. Anche di quelle due “selvagge” fanciulle. Per Selene le parole furono poche: “E' una bambina tranquilla! E quieta!”. L'uomo fortunatamente non si fece affascinare dalle parole della Direttrice. Scelse proprio la timida Selene. Nella piccola valigetta di cartone, di color verde, la piccoletta ripose pochi indumenti, tutti quelli che aveva, e fra essi nascose i resti dell’ adorata bambolina.

Purtroppo la malasorte colpì presto la nuova famiglia. Presto l'uomo morì. La moglie lo seguì qualche anno dopo, distrutta dal dolore per la morte del suo adorato consorte. Selene rimase nuovamente sola al mondo. Nessuno della nuova famiglia la volle con se, era pur sempre “una bastarda!”

Un giorno due donne vennero a prenderla per riportala in Istituto. Era un altro Brefotrofio. Lì Selene non conosceva nessuno. Per lei fu la La disperazione! Passò tre giorni e tre notti piangendo, stringendo fra le braccia i resti della sua bambolina, sempre tenuta nascosta nella valigetta. Al terzo giorno entrò nella stanza una donna, alta robusta e tanto infastidita dal continuo piangere di quella nuova “piagnucolona”e “piscialetto”. In modo molto violento la donna afferrò la piccolina e la percosse più volte in tutto il corpo, per poi sbatterla contro il muro. In quell'attimo pare che il tempo si fosse fermato. Dalle braccia di Selene cade uno dei pezzi della bambolina; la testa! La donna comincia ad urlare parolacce. Si china per raccogliere la testa della bambolina e la sbatte contro il viso tutto bagnato di lacrime della bimba. Non contenta la “belva” strappa dalle braccia della fanciulla i resti del fantoccio, li butta per terra e li pesta sotto i piedi. Che scena orrenda! La donna furiosa esce dalla cameretta sbattendo violentemente la porta, portando con se i resti di Serenella.

Quella sera Selene decide che nessuno l' avrebbe mai più picchiata, che nessuno l'avrebbe mai fatta più piangere. Decide che quella notte sarebbe scappata da quel “manicomio”. Ma Selene era solo una bambina! In una notte di forte temporale Selene riesce a mettere in atto il suo progetto di fuga. S'avvia per le strade poco illuminate, della città vecchia. Selene è una fanciulla piccola e indifesa! E' notte fonda, la fame è tanta,e ha tanto freddo e tanto sonno! Decide di cercare un luogo sicuro per riposarsi. S'inoltra nell'androne d'un grande palazzo disabitato. Sale le scale, bussa a tutte le porte. Nessuno risponde! Giunge fino l'ultimo piano. Si siede sui gradini del pianerottolo della soffitta. Cade in uno stato di sonno profondo. E' nella tarda mattinata che la Direttrice del Brefotrofio s'accorge della scomparsa della piccina. Solo allora tutti si sono ricordati di Selene, che era solo una bambina. In tanti l'hanno cercata per giorni, per mesi, per anni. La bimba venuta dal nulla è… scomparsa nel nulla!

 

Chi è Online

 5 visitatori online

Fai una donazione