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Mini racconti
L' ultimo bacio

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L'avrei voluta amare tanto! Ma non so perché...! Lei spesso la avvertivo avversa di me. E' una cosa strana! Amare e odiare contemporaneamente la stessa persona. Anche se sono consapevole che questo, spesso era reciproco. Possibile? Eppure non riesco a comprendere come tutto ciò possa succedere. Per anni abbiamo litigato. Per anni ci siamo amati in modo diverso. Eppure quando eravamo lontano sentivamo la mancanza. Ora che lei non c'è ho un profondo vuoto nella mia anima. Più passa il tempo più sembra essere incolmabile. Già da tempo avevo lasciato la mia famiglia per assisterla. Al momento della sua dipartita sono rimasta a vivere in casa sua, prima per giorni, poi per settimane, per poi divenire mesi. Nel primo mese di permanenza in quella casa fui presa spesso dallo

sconforto. Una notte, in particolar modo, mi capitò di rifare un sogno che avevo fatto qualche mese prima. Trovarmi su di un altissimo grattacielo, osservare delle graziose tortorelle, posate sul cornicione, e poi...! Desiderare ardentemente di voler volare assieme a loro. Non so il perché di quel sogno! Certo avvertivo il terrore di tornare a casa. Non so il perché del ripetersi di questo strano sogno! So solo che desideravo profondamente di farla finita. Sentivo tutto e tutti che mi erano divenuti ostili. Volevo scappare da tutto ciò! Ma fortunatamente il sorriso di lei mi venne incontro. L'ho rivista solo in sogno. Era tanto bello quel sorriso...! Da tanto non la vedevo così sorridente! Sembrava essere divenuta la serenità in persona. Scappai nel mio letto, nella sua stanza! Non so il perché! Ora quella casa mi è divenuta così familiare, uso anche i suoi oggetti, i suoi vestiti. Solo un suo oggetto uso raramente... Lo specchio! Mi è capitato spesso di specchiarmi lì. Ma ora mi diviene difficile. Qualche volta mi è capitato di vedere la sua immagine sovrapporsi alla mia. Stesi la mano per constatare se fossi in preda ad allucinazioni. Purtroppo o per fortuna tutto era un sogno. Toccavo solo un freddo oggetto. La sua immagine era e rimarrà per sempre impressa in quel freddo oggetto. La mattina dopo fui presa da un irrefrenabile desiderio, recarmi al cimitero.

Giunta dinanzi al suo loculo mi accorsi che non vi era la sua fotografia. Così presi una sua immaginetta e l'attaccai con cura ad uno dei morsetti della lapide, ancora spoglia. Guardando quella foto, assorta nei miei pensieri rivedevo la mia vita con lei. Le tante risate, le tante discussioni, le tante confessioni. Quante parole ci saremmo volute dire. Quante parole d'amore ci eravamo dette, prima che lei morisse e quelle che ancora ci saremmo volute dire. Oramai era troppo tardi! Ora comprendo che il tempo non basta mai per amarsi! Ritornai a casa, quasi devastata dal dolore. Un dolore così intenso, che...! Forse non avevo provato il giorno della sua morte. La notte di nuovo feci lo stesso sogno. Quel “maledetto” grattacielo. Questa volta il desiderio di volare era scomparso. Un desiderio più forte era divenuto padrone della mia anima; Passare un giorno intero con lei o almeno una notte! Stranamente sentivo un desiderio di tornare da lei. Perché? Non lo so! Forse erano tante le carezze, forse erano tanti i baci che non ci siamo mai dati in vita che ora...! D'un tratto mi ritrovo a passeggiare lungo una delle tante stradine del cimitero. E' notte fonda! Le lucine del camposanto fanno strada al mio passo. Mi aggiro desolata in quel luogo. Cerco lei, ma non la trovo. Ogni tanto la chiamo. Nessuno risponde! Ogni tanto si odono i latrati dei tanti cani randagi che stazionano in quella lugubre zona. Presa dallo sconforto, mi siedo su una lastra di marmo. M'accorgo che il tempo sta inesorabilmente passando. Quando, con orrore, m'accorgo di una voce provenire da sotto quella lastra. Che strano e che meraviglia! Quella voce la conosco. Ma non pronuncio il suo nome. Ho paura che svanisca, come ha fatto tante volte. Forse perchè non ha mai accettato di aver dovuto lasciare il suo mondo.

“L'hai trovata! L'hai trovata!”

Ho un sobbalzo. Ritta in piedi chiedo ad alta voce:

“Cosa ho trovato? Lei dov'è? Dove devo andare?”

Quando d'un tratto la lapide “parlante” si muove. Da li sotto lentamente esce una mano d'uomo, non devastata dal tempo. In mano tiene qualcosa. Un legno. Quando con forza quella mano scaglia con forza quell'oggetto. Il legno va a posarsi molto distante da me. Quand'ecco di nuovo quella voce:

L'hai trovata! L'hai trovata! Cerca!”

Così come il tutto era accaduto in pochi attimi, in pochi attimi la mano scompare, la lastra torna al suo posto. Io corro immediatamente a raccogliere il legno. Quando scorgo che poco distante, appoggiato ad un maestoso pino, vi è poggiato un badile. Comincio a scavare freneticamente pur sapendo, che la donna che cerco, non è lì. Quando lentamente vedo uscire pian piano un braccio, poi anche l'altro. Dopo pochi attimi vedo la terra sollevarsi che lentamente scopre il suo volto. E' lei! l'ho trovata. Il suo volto, il suo corpo non sono corrotti dalla decomposizione. Lei è bella. Rivedo quel sorriso illuminargli il volto. Lentamente alza il braccio sinistro. Io non sono per niente impaurita da ciò che sta orribilmente accadendo ed attendo. Lei mi accarezza la guancia destra. Sento quella mano emettere un calore che... E' calda , è viva! Quella carezza trasmette una grande intensità. Quando affetto mi trasmette quel gesto! E' la stessa carezza che ho stampata a fuoco nel mio cuore. E' l'ultima carezza che le diedi prima che lei emettesse l'ultimo respiro.

“Figlia mia! M'hai tenuto come una rosa! Di questo siane per sempre fiera, fino al tuo ultimo giorno in vita. Ora non cercarmi più! Per sempre rimarremo insieme. Cercami nei tuoi ricordi, nei tuoi pensieri, nel tuo cuore!”

Così mi chinai su di lei. Chiusi gli occhi per darle l'ultimo intenso, affettuoso e amorevole bacio! Quello che avrei voluto darle, ma non ne ebbi il tempo,o meglio, non ne ebbi il coraggio, perché lei era andata. Mi rialzo! Riapro gli occhi. Mi ritrovo piangente, ma felice più che mai, al centro del mio letto nella sua stanza.

 

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