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Mini racconti
L'ULTIMO BACIO

L’Avrei voluta amare tanto! Ma non so! Avvertivo che lei spesso era avversa contro di me. Strano! Amare e odiare in egual misura la stessa persona. Purtroppo ciò nel tempo di ciò ne divenni consapevole e reciproco. Ci siamo amati in modo diverso. Ora non c’è più, avverto un profondo vuoto nella mia anima. E’ passato tanto tempo dalla sua dipartita, ora vivo in casa sua; e’ un Inferno!
Qualche tempo fa feci un sogno, sempre lo stesso da diverso tempo. Mi trovavo sul terrazzo di un altissimo grattacielo. Osservavo le tante tortorelle che volavano intorno a me. Poi, d’un tratto comincio ad avvertire un forte e irresistibile desiderio, volare insieme a loro! Non so il perché o il significato di quel sogno! Ma io su quel grattacielo in realtà ci sono stata veramente. Perché il ripetersi di quel sogno a distanza di tempo? Fortunatamente, questa volta, il sorriso di lei, mi venne incontro. Aveva un bel sorriso, un sorriso che sul suo volto non vedevo da anni. Anche lei nel tempo si era spenta! Scappo dal mio letto. Ora quella casa, la sua casa, è vuota. Solo un grande specchio tutti i giorni mi ricorda di lei. Io lo faccio di rado. Qualche volta mi è capitato di vedere la sia immagine sovrapposta alla mia. Ho steso la mano, toccavo solo un freddo oggetto. era solo un sogno! La sua immagine era e rimarrà per sempre impressa in quel freddo oggetto.
E’ da tempo che non vado più a trovarla nella sua ultima e definitiva dimora. M’accorgo che sulla lastra di marmo la sua foto s’è sbiadita. Cerco di pulirla, forse sarà stata la polvere! Quando d’un tratto rivedo la mia vita con lei. Un Inferno! Non abbiamo mai osata parlare, confrontarci. Oramai è troppo tardi! La notte seguente rifeci lo stesso sogno. Il grattacielo, le tortorelle. Il desiderio di volare con quei graziosi volatili questa volta era scomparso. Un desiderio più forte era divenuto padrone della mia anima. Passare un giorno intero con lei o almeno una notte., per dirci le parole che non abbiamo mai osato. Perché? Non lo so! Mai carezze, mai baci … e ora?
E’ notte fonda. Ritorno alla sua dimora eterna. Le lucine di quel luogo sono accese . cerco … cosa? Non lo so! Ogni tanto rompono la tranquillità di quel luogo i latrati dei cani. Non riconosco o forse non ricordo più la strada. Presa dallo sconforto mi siedo sconfortata sulla lastra di marmo di marmo. Inesorabilmente il tempo va passando, quando … odo una voce provenire da sotto il marmo. Quella voce … quella voce la riconosco. Mi tappo le orecchie per non sentirla più . Si sente sempre più forte.
“L’hai trovata! L’hai trovata!”
Nell’udire quella voce io m’alzo di scatto in piedi.
“Cosa ho trovato? Lei dov’è? Dove devo andare?”
D’un tratto la lapide si muove. Esce lentamente una mano d’uomo, non devastata dal tempo. Qualcosa stringe fra le dita. E’ un pezzo di legno. Lo scaglia con forza lontano. Nuovamente la voce và ripetendo:
“l’hai trovata! L’hai trovata!”
Solo pochi attimi e tutto svanisce. La lapide , la mano, i cani, il cimitero. Solo un pezzo di legno è distante da me, poggiato a un maestoso pino. A quel grande albero v’è poggiato anche un badile. Corro! Comincio a scavare. Non so cosa sto cercando, ma scavo! Dopo aver scavato per diversi minuti da quella grande buca comincia a sollevarsi la terra. Pian, piano si scopre un volto.
“E’ lei. L’ho trovata!”
Il suo volto, come il corpo non sono devastati dalla decomposizione. Ma … il volto di lei è giovane, come io non l’ho mai vista. Lei lentamente alza un braccio. Io per niente impaurita attendo. Lei stende la mano, mi accarezza. Accarezza la mia guancia destra. Avverto il calore de quella mano. E’ calda! E’ viva! Perché? Avverto una forte emozione, come non mai! E’ la stessa carezza che ho sempre sognato. Perché?
Quel volto comincia a trasformarsi, a invecchiare. E’ il volto di pochi attimi prima che …
“figlia mia, m’hai tenuto come una rosa ! non ho mai capito quanto tu … cerca di esserne sempre fiera fino al tuo ultimo giorno. Ora … non cercarmi più! Io non appartengo più a questo mondo; tu non cercarmi più nel mio mondo. E’nel tuo cuore che …!”
Prima che lei finisca di parlare io chiudo gli occhi. Mi chino per darle il mio primo e affettuoso bacio! Ma lei … è svanita prima. Mai potrò darle l’ultimo bacio! Piangente mi rialzo, riapro gli occhi e piangente mi ritrovo al centro della sua stanza, coricata al centro del suo letto a fissare il soffitto e pensare … il nulla!

 

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