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Mini racconti
IL COMO'

In una casa antica, di montagna, semi abbandonata da tempo, una volta piena di vita. L’ì un grande stanzone v' era un antico comò. Era la casa della mia fanciullezza. Luogo di tanti lieti e dolci ricordi. Quante persone che vivevano quella casa! Ora mi guardo intorno e molte di quella gente ora appartiene al passato. Quel comò era logoro, pieno di polvere, dal colore mogano, sbiadito dal tempo, che comunque lascia trasparire la sua antica bellezza. Il mobile è alto, imponente, con su il ripiano una bella lastra di marmo bianco. Stando in rigoroso silenzio, ogni tanto, si odono degli scricchiolii. Sono le tarme che rodono l'antico mobile. Quando ero bimba, quante volte mi fermavo a rimirare estasiata la bellezza di quel mobile! Mi piaceva frugare nascostamente nei suoi cassetti. I cassettoni più bassi erano pieni zeppi di lenzuola di lino, finemente ricamate dalle mani delle donne di quella casa. E di coperte di lana grezza, lavorati ai telai, come si tessevano tanto tempo fa. Nei cassetti più alti vi erano riposte le tovaglie del tavolo della cucina, quali di fino lino, quali di un sottilissimo cotone e i ricami di una bellezza che non aveva eguali. Tutti erano di un sol colore, bianco avorio. Nel cassetto più alto, in un grande scatolo di latta, una volta contenenti cioccolatini, erano riposte un gran numero di fotografie. Esse appartenevano ad un tempo lontano, ingiallite dal tempo. I volti di molti a me erano sconosciuti o qualcuna mi riporta alla giovinezza delle persone che oramai sono anziane. Tanto sono vecchie quelle fotografia che il ricordo della gente ritratta ora sta svanendo anche nella memoria dei vivi. Quanto mi piaceva rovistare fra quei cassetti, ogni volta trovavo una cosa nuova! Ricordo che la matriarca di quella casa non c'era più, in quel luogo successe qualcosa. Non so dir cosa!quelle poche volte che ho cercato di parlare dell’accaduto … non mi hanno dato risposta. Così non ho mai chiesto dove fosse il mio mobile preferito. Mi sforzo di nascondere la mia delusione. Fuggo via da quella stanza. Per anni non vi tornerò più in quella casa di montagna. Non rivedrò più il comò per tanto tempo, quasi l'ho dimenticato! Come ho dimenticato i nomi delle persone ritratte i quelle vecchie foto, come ho dimenticato l'aspetto avesse la vecchia casa. Dopo anni, facendo visita ad una mia conoscente, con mia grande sorpresa e stupore … ho rivisto l'oggetto che spesso ha soddisfatto le mie curiosità infantili. La sua bellezza è rimasta intatta, anzi … è ancor più splendente. L'ho rivisto per un sol attimo. Il sogno di rivederlo si era realizzato, ma nel contempo si era infranto; stava nella casa sbagliata! Che delusione! Da quella stanza sono andata via senza dir niente, ma servendo in me tanta tristezza. Ora so, più che mai, che quell'antico e affascinante comò non voglio più rivederlo. Come son certa più che mai rivedrò quelle fotografie. Oramai tutto appartiene al passato!

 

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