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Mini racconti
Il fulmine

Lei è coricata sul lettino della sua stanza. Di fronte ha la TV accesa, ma i suoi occhi sono fissi nel nulla.  Nulla ha da dire! Nulla può dire, lei è sola! Sta lì immobile seduta, aspetta che le ore passino, che i giorni passino. Spesso la si sente parlare da sola. Non può far altro che parlare passato, altro no può fare. Ella  è rimasta sola, da tutti è stata scacciata.  Gli occhi suoi son di un sol colore, rosso fuoco; Il colore dell'odio. Nel suo farneticare non fa altro che maledire il giorno ch'è nata, insulta ed esprime sol odio verso i vivi e i morti, maledice la donna che l'ha messa al mondo,  rivolge improperi verso chi un tempo l'ha tanto amata e poi odiata per poi abbandonarla. Ogni tanto dimena in un moto irrefrenabile le gambe e le braccia, presa da forti attacchi d'ira. Vorrebbe fare, vorrebbe dire, ma lei è rimasta sola e nessuno l'ascolta.  Il tempo è  passato a nulla si può porre rimedio, da tutti è detestata. Un tempo la sua vita tanto piena di vita e di tanti, troppi amori, ora va su e giù per il suo vasto appartamento, tutta sola.
Un tempo aveva per compagne delle bellissime tortore, che le andavano a far visita sui balconi, alle prime luci dell'alba. Quei balconi, grandi e lunghissimi erano tutti infiorati. Quanto erano belli! Ora non più! Quella donna è riuscita a farsi odiare anche da quei deliziosi animaletti, togliendo loro tutte le piante dove abitualmente andavano a posarsi, per cibarsi dei tanti semi delle piante e diffondere il loro canto in tutto il circondario. Solo qualche topolino su quei balconi deserti vaga. Nella notte fonda il topolino corre, di modo che la donna non possa scorgerlo, ne ha il terrore! Il topolino teme tanto quella donna odiosa che ne evita anche il suo sguardo, lo crede malefico. Quello sguardo è così pieno di odio, pare voglia fulminarti al solo sguardo sfuggente. La stanza è sempre avvolta nella penombra, le tapparelle sempre abbassate. Come il suo cuore è scuro, così anche tutta la casa è priva di luce e colori. Un giorno la camera, dove viveva quel derelitto essere umano, fu investita da un accecante fascio di luce. Una luce, tanto intensa e tanto violenta, da non riuscire a vedere quasi nulla! La donna ne venne in pieno investita. La trapassa! Di lei, in un sol attimo, n'è rimasto un mucchietto di cenere sparso in terra, con il topolino che gira festante intorno ai resti umani, rosicchiandone avidamente le poche ossa rimaste. Le le tortore attirate dal gran rumore causato dal lampo e dal roditore esultante per la tragica morte della sua “acerrima nemica”, si librano in aria allegre. Poi vanno a posarsi su quei balconi, che un giorno credevano anche casa loro. I volatili mettendosi in fila indiana, camminano intorno ai pochi resti del cadavere, intonavano un lugubre canto; In quella desolata e maleodorante casa!

 

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