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Mini racconti
Il Comò

In una casa antica, di montagna, semi abbandonata, una volta piena di vita, v'è un antico comò. Era la casa della mia fanciullezza. Luogo di tanti lieti e dolci ricordi. Quante persone che vivevano quella casa! Ora mi guardo intorno e molte di quella gente ora appartiene al passato. Quel comò era logoro, pieno di polvere, dal colore mogano, sbiadito dal tempo, che comunque lascia trasparire la sua antica bellezza.  Il mobile è alto, imponente, con su il ripiano una bella lastra di marmo bianco.  Se si sta in rigoroso silenzio, ogni tanto, si odono degli scricchiolii. Sono le tarme che rodono l'antico mobile. Quando ero bimba, quante volte mi fermavo a rimirare estasiata la bellezza di quel mobile! Mi piaceva frugare nascostamente nei suoi cassetti. I cassettoni più bassi erano pieni zeppi di lenzuola di lino, finemente ricamate dalle mani delle donne di quella casa. E di coperte di lana grezza, lavorati ai telai, come si faceva tanto tempo fa. Nei cassetti più alti vi erano riposte le tovaglie del tavolo della cucina, quali di fino lino, quali di un sottilissimo cotone e i ricami di una bellezza che non aveva eguali. Tutti erano di un sol colore, bianco avorio. Nel cassetto più alto, in un grande scatolo di scatolo di latta, una volta contenenti cioccolatini, erano riposte un gran numero di fotografie. Esse appartenevano ad un tempo lontano, ingiallite dal tempo, i volti di molti a me erano sconosciuti o qualcuna mi riporta alla giovinezza delle persone che vivono quella antica casa. Tanto sono vecchie quelle fotografia che il ricordo della gente ritratta ora sta svanendo anche nella memoria dei vivi. Quanto mi piaceva rovistare fra quei cassetti, ogni volta trovavo una cosa nuova!  Un giorno, di tanto tempo fa, da ragazza, e quando la matriarca di quella casa non c'era più, in quel luogo successe qualcosa. Non so dir cosa, mai l'ho chiesto. Non ho il coraggio di chiedere di che fine avesse fatto il mio mobile preferito. Mi sforzo di nascondere il mio sentimento. Fuggo via da quel luogo. Per qualche anno non vi tornerò più. Non rivedrò più il comò per tanto tempo, quasi l'ho dimenticato! Come ho dimenticato i nomi delle persone ritratte i quelle vecchie foto, come ho dimenticato l'aspetto avesse la vecchia casa. Un giorno, facendo visita ad una mia conoscente, con mia grande sorpresa e stupore ho ritrovato l'oggetto che spesso ha soddisfatto le mie curiosità infantili.  La sua bellezza è rimasta intatta, anzi ancor più splendente. L'ho rivisto per un sol attimo.  Il sogno di rivederlo si era realizzato, ma nel contempo si era infranto; A mio parere  stava nella casa sbagliata. Che delusione!  Da quella stanza sono andata via senza dir niente, ma servando in me tanta tristezza. Ora so, più che mai, che quell'antico e affascinante comò non lo rivedrò più. Come son certa più che mai rivedrò quelle fotografie. Oramai tutto appartiene al passato!

 

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