Possibilità a tutti gli artisti di poter esporre le proprie opere sulla rivista Euro Arte ed Milano Arte Quotazioni.

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Mini racconti
IL BIMBO

Una persona da ore sta chiusa nella sua stanza a scrivere al suo PC. E’ un giornalista. Scrive un articolo. Sulla sua scrivania regna il caos. Carte, fascicoli, penne sparse ovunque. Dei fogli appallottolati giacciono in terra. Sulla scrivania, vicino al video v’è un portafotografie. Lui è seduto lì assorto nel suo lavoro. Neanche s’è accorto che le luci del giorno sono calate da tempo. Il buio avvolge tutto, solo una fioca luce, posta vicino al PC, rischiara lo studio del giornalista.
D’un tratto si sente bussare. L’uomo un po’ infastidito s’alza. Nel poggiare la mano sulla maniglia avverte un che di strano. Sarà un presentimento? La paura d’un colpo lo attanaglia. Il cuore comincia a battergli velocemente in petto; quasi ha paura d’aprire quella porta. Nell’aprire la porta, scopre che non v’è nessuno. Lentamente, con passo circospetto percorre tutto il corridoio. Non si vede più nulla! Dalla tasca sinistra del pantalone l’uomo estrae velocemente un accendino. Davanti a lui compare una porta. Lui n’è certo, non c’è mai stata prima. Nell’aprire la porta scopre un’altra stanza. La camera è piena di scrivanie, con su dei monitor accesi, messe in fila indiana. Non v’è nessuno! Quel luogo buio e freddo incute paura. L’uomo incuriosito attraversa tutta la stanza sconosciuta, fino a trovarsi davanti ad un’altra porta. Il giornalista è pervaso dalla paura, una strana sensazione negativa lo avvolge. Cosa vi sarà dietro quella porta? Mentre sta per abbassare la maniglia scorge, vicino a lui poggiata alla porta, una grossa sbranca di ferro; l’uomo l’afferra. Apre la porta. Il buio è fitto! Dalle tenebre compare lentamente una piccola sagoma umana. E’ un bimbo! Ha l’età apparente di dieci anni. E’ vestito con una maglietta rossa e calzoni corti gialli. Il bimbo è scalzo. Avanza verso l’uomo con le braccia tese, tenendo fra le mani le piccole scarpette nere di pelle lucida. Il volto dell’uomo diviene una maschera di paura. Il bimbo avanza. L’uomo indietreggiando inizia a brandire la sbranca di ferro per cercare d’incutere paura al fanciullo. Giunti al centro della stanza dei computer l’0uomo brandisce un primo colpo sul capo del bimbo, poi un secondo, pi un terzo.
Il bimbo ad ogni colpo cade e si rialza, come se non avvertisse alcun dolore. il volto è grondante di sangue, il cranio per metà fracassato, un lobo frontale inesistente. Dei brandelli di pelle con schegge d’osso penzolano sul volto quel volto angelico. Un quarto colpo di sbranca giunge a metà della gola. Il fanciullo è quasi decapitato. L’uomo non ragiona più. I suoi occhi sono diventati rosso sangue, tant’è l’ira. E’ in preda alla follia pura. E’ un belva! Il ragazzino, per l’ennesima volta, cade e si rialza. Riprende a camminare e percorre tutto il corridoio; cammina lentamente, sempre con le braccine protese in avanti e fra le mani le scarpine. L’uomo riesce a essere veloce, entra nello studio e velocemente chiude la porta. S’accascia sulla poltrona infinitamente stanco. Pochi attimi dopo s’accascia sulla scrivania. Si rialza, sembra ritornato in se dopo quegl’ infiniti attimi di puro terrore e follia. L’uomo guarda la scrivania, come se cercasse qualche cosa. Il suo sguardo si fissa sul porta fotografia che dolcemente va guardandola. Nella foto v’è la donna che tanto ama da anni. Improvvisamente qualcuno bussa nuovamente alla porta dello studio. L’uomo terrorizzato si volta. E’ immobile sulla sua poltrona e … vede abbassarsi lentamente la maniglia. Qualcuno entra lentamente. E’ il bimbo. Il volto del fanciullo è ancora tutto insanguinato e schizzato di materia celebrale; dalla gola continua a uscire tanto sangue. L’uscita di sangue è inarrestabile. Tutto il pavimento dello studio si bagna di sangue! L’uomo è stravolto, le braccia e le gambe tremano vistosamente. Dopo pochi attimi riesce a riappropriarsi dei movimenti degli arti. S’alza. Corre ad aprire la finestra, ch’è posta sopra il suo tavolo di lavoro. Quando … scavalca prima la scrivania e poi và a porsi in piedi sul davanzale. Mentre sta per prendere lo slancio per … si volta indietro. Al posto del fanciullo ora v’è una donna, la sua donna! Oramai tutto è maledettamente troppo tardi. Le azioni non possono essere più fermate. Nulla e nessuno riesce a fermare l’uomo dal suo intendo. L’uomo volta il capo, guarda giù velocemente, come se studiasse la giusta traiettoria di caduta. Nel mentre che l’uomo prende lo slancio per il salto, volge il capo verso la stanza e … ricompare nuovamente il bimbo, sano e integro, non ha neanche un graffio in volto e le scarpine nere di pelle lucida sono ai suoi piedi.
Una luce, nello stesso attimo di caduta dell’uomo và accendendosi. E’ la grande insegna del negozio del palazzo di fronte allo studio del giornalista. La luce illumina a giorno la stanza e … seduta alla scrivania v’è una donna. Lei ha in mano il portafotografie, il volto rigato dalle lacrime. La donna piange! Ella è distrutta dal dolore per la scena a cui inconsapevolmente ha assistito pochi attimi prima. Lo sguardo di lei ricade nuovamente sulla foto e … vi sono ritratti lei, il marito e un bimbo di circa dieci anni, che da qualche anno non rallegra più quella coppia!

 

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