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Pittura su vetro

La “pittura su vetro” è una forma artistica minore, un’arte rustica che raggiunge effetti piacevoli, anche se non molto importanti. Non va confusa, naturalmente, con l’arte della grande vetrata eseguita con pezzi di vetro colorato legati insieme con fili di piombo, con quel tipo di vetrata cioè che spesso vediamo nelle chiese. La pittura su vetro conobbe grande diffusione in tutta Europa nel XV e XVI se; su vetro venivano riprodotte le opere dei grandi pittori, in forme semplificate, oppure testimonianze di grazie ricevute. La pittura su vetrata era infatti strettamente legata a motivi religiosi, e i laboratori sorgevano di frequente in prossimità dei grandi santuari,ai quali giungevano numerosi pellegrini spesso desiderosi di portarsi a casa un ricordo del pellegrinaggio compiuto.
La pittura su vetro si può eseguire a olio oppure ad acquerello; i colori vengono raramente mescolati, ma piuttosto sono distribuiti a campi, mentre le forme vengono chiuse con un filo vero. I colori preferiti, quelli che risaltavano meglio, erano il carminio e il verde; si usavano anche la fuliggine e il mercurio. La pittura veniva eseguita “dietro” il vetro, che serviva a proteggere i colori e dava all’insieme un piacevole carattere di irrealtà. Nella stesura dei colori, su vetro, si deve fare l’operazione inversa della comune pittura.

Pittura su vetro



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