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La pittura ad olio è una tecnica che produce effetti particolarmente brillanti e luminosi. Inoltre, esposta all’aria subisce un processo di essiccamento per cui i colori si mantengono nel tempo stabili e inalterati. La pittura ad olio è costituita da sostanze coloranti mescolate con l’olio di lino o da altri olii vegetali, e che quindi necessita di un diluente adatto. I supporti per dipingere ad olio è la tela, tesa su di un telaio di legno e preparata con colle e mestiche; si possono usare anche tavole di legno o cartoni appositamente preparati. La carta è il materiale meno adatto per la pittura ad olio. I pennelli sono costituiti, generalmente, di setole bianche di maiale o di martora. I pennelli possono essere piatti, a setole lunghe o corte, oppure a punta affusolata per dipingere alcuni particolari. Anzicchè usare i pennelli si possono usare spatole, cioè uno strumento dalla lama flessibile e sottile con cui puoi ottenere effetti d’insieme, particolarmente espressivi. Si racconta che l’inventore della pittura ad olio sia stato Jan Van Eyek, un pittore fiammingo vissuto nel 1400. Comunque è certo che questo pittore ne definì e ne perfezionò la tecnica.
Dalle Fiandre, la tecnica della pittura ad olio si diffuse in tutta l’Europa; in Italia, fu utilizzata a Venezia con straordinaria abilità, ottenendo effetti naturalistici nella rappresentazione della figura umana.
Sempre a Venezia, Giovanni Bellini e poi Tiziano, utilizzarono la pittura ad olio con velature di colore stese l’unasull’altra, così da ottenere sfumature brillanti e luminosità. In Europa, Rubens, Rembrant, Velazquez introdussero ciascuno un apporto personale nell’uso della tecnica. Velasquez è riuscito addirittura ad evocare la sensazione del ciocco e della trasparenza del vetro, mentre, Rubens per mezzo di velature successive, otteneva effetti di particolare ricchezza cromatica e luminosità.
I colori ad olio, all’inizio erano preparati da ciascun pittore, ma tra la fine del XVIII se. e l’inizio di quello successivo, iniziò la produzione industriale dei colori ottenuti in laboratorio e racchiusi, già pronti, entro pezzi di budello animale, sostituito in seguito dai tubetti di metallo. Ciò evitò al pittore il lavoro di preparazione dei colori e favorì la pratica della pittura all’aperto e non più solo in studio.
Nel 1800, le possibilità offerte da questa tecnica sono espresse dai luminosi paesaggi di William Turner, in Inghilterra, Che introdusse l’uso della spatola e da quelli degli impressionisti in Francia.
Gli impressionisti con l’uso di pennellate veloci riuscirono a cogliere nell’ambiente le vibrazioni della luce e dell’atmosfera. In epoca moderna sono varie le maniere per dipingere ad olio, perché la ricchezza di questa tecnica è proprio quella di poter essere utilizzata in una varietà di modi, con effetti espressivi ogni volta diversi.