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Pittura a tempera

La tempera si presenta ad una varietà di utilizzazione e di effetti espressivi: si può stendere il colore con sfumature graduate, pennellate piatte o con piccolissimi tocchi, si può usare una anche una spugna o uno straccio arrotolato tipo tampone. Caratteristica della pittura a tempera è l’opacità delle tinte e l’intensità dei toni.
Il colore a tempera se usato con una densità sufficiente produce un effetto di copertura, cioè non lascia trasparire ciò che vi sta sotto.
La tempera è forse la tecnica pittorica più usata, ed antica, dell’uomo. Fin da epoca preistorica, l’uomo se ne servì per le pitture rupestri in cui il pigmento era steso con le dita o con attrezzi assai rudimentali.
Nell’antica Cina, fin dal III sec. d.C. la pittura a tempera veniva effettuata su parete; così in India, dove venivano impiegati colori di origine minerale. In altre civiltà, quali quelle precolombiane, con la pittura a tempera venivano decorate maschere dai colori brillanti e fantasiosi. Nella pittura occidentale la massima diffusione della tempera risale all’epoca medioevale, sostituita poi in gran parte dalla pittura ad olio. I pittori usavano la tempera su legno, scegliendo tavole ben stagionate, di preferenza di pioppo o di quercia, su cui stendevano alcune mani di gesso e colla.
Ottenevano il pigmento macinando pietre, terre colorate ed altre sostanze naturali, impastate con l’acqua e collanti vegetali o animali.
Nel Medioevo le figure venivano dipinte per compiture pressocchè uniformi accostate le une alle altre, aggiungendo poi gradualmente ombreggiature per conseguire il rilievo desiderato.
Nel Rinascimento, la tecnica si perfezionò ed era uso mescolare il pigmento con tuorlo d’uovo, che rende la pittura solida e resistente e dà freschezza ai colori. A volte, anzicchè il tuorlo d’uovo, veniva usato il latte di fico e perfino il vino. La tempera veniva data su tavola e su tela, preparate con uno strato di velatura, cioè di stesure successive di colore che per trasparenza permettevano paesaggi sfumati e graduati. Quando la pittura era bene asciutta, per proteggerla veniva ricoperta con una vernice liquida e trasparente fatta poi asciugare al sole.
Oggi la composizione delle tempere entrano, oltre l’acqua e ai colori, cloruro di calcio, acido fenico, glicerina.

tempera



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