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La raffigurazione ottenuta per mezzo di linee si chiama disegno.
L’elemento che caratterizza il disegno è il tratto, che cambia a secondo dello strumento usato per disegnare e del suo supporto, ossia la superficie.
La matita è il mezzo più diffuso e meno costoso usato nell’arte.
La matita è formata da una mina, composta da grafite e argilla. Ideata nel 1790 dal francese Contè.
Le matite più usate nella scuola sono mine racchiuse in bastoncini di legno.
Se si usa una matita dura per disegnare si otterrà un segno sottile e grigio; se si usa una matita morbida si otterrà un segno nero e morbido. I vari toni di un segno ottenuto dalla stessa matita si hanno variando la pressione della mano sulla mina sul foglio. L’intensità del segno lasciato sul supporto varia a secondo del tipo di foglio usato per disegnare. Il segno sul foglio liscio risulterà nitido, su quello ruvido screpolato.
Il disegno è sicuramente una delle prime manifestazioni visive dell’uomo: Il disegno esiste sin dalla preistoria dell’uomo, quando con sostanze scure veniva tracciato il contorno di figure sulla roccia. Nell’antichità in Occidente, il disegno veniva tracciato su fogli di papiro, su pergamene o tavolette di legno. In Umbria, verso la fine del 1200, nella città di Fabriano cominciò la fabbricazione della carta, ma è solo nel 1400 che carte e cartoni divennero supporti abituali per il disegno.
Nel Medioevo e nel Rinascimento, oltre alla matita, si disegnava con lo stilo a punta d’argento, uno strumento che dà un segno delicato e lucente con effetti sfumati. Lo stile con una punta di piombo dà un segno più scuro che può essere anche cancellato. Il disegno veniva a volte effettuato con un tratto parallelo all’andamento delle forme, esempio le linee seguono l’andamento ondulato dei capelli.
Altre volte vengono usati segni incrociati, con cui si otteneva l’effetto chiaroscurato e di rilievo. Nel Rinascimento spesso i lavori eseguiti su carta colorata, erano a volte rischiariti da pennellate di biacca, così da mettere in risalto i contrasti e la luminosità. Sempre nello stesso periodo era già in uso anche una matita d’ocra, ha un colore rossastro, detta “Sanguigna” (usata anche oggi), che consentiva all’artista di ottenere un segno pastoso e chiaroscurato.
Da quando è stata inventata la matita di grafite il suo uso nell’arte è stato ininterrotto e il disegno a matita costituisce attualmente una delle tante forme di espressione creativa.