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Il disegno ad inchiostro è caratterizzato da segni netti e vivaci, che possono essere diversificati in relazione al tipo di penna o di pennino.
Per disegnare a inchiostro bisogna procedere con sicurezza, senza ripensamenti, segni netti e precisi, perché non è possibile cancellare.
Si può usare, per disegnare, carta liscia o ruvida, penne di diverso tipo o pennelli. La penna più adatta è quella tradizionale, a cannuccia con il pennino affilato. Presenta un vantaggio, quella di poter cambiare pennino, variando conseguentemente il tipo di tratto.
Con la penna si possono tracciare linee di diverso spessore e di vario andamento, sia a mano libera che con l’aiuto di un righello. Si può lavorare a puntini o a piccoli tratti, con effetti di grande vivacità. In questo tipo di disegno si può usare sia inchiostro di china sia quello stilografico, con risultati leggermente diversi. L’inchiostro di china è nero e coprente; quello stilografico presenta maggiore fluidità e trasparenza. Si può usare anche la penna stilografica che ha il vantaggio di avere il flusso continuo d’inchiostro contenuto nel serbatoio. Esistono altre penne con il serbatoio, ideate appositamente per il disegno, come Rapidograf. Il pennino è intercambiabile e si usa inchiostro di china. Produce un segno uniforme.
Nel disegno a inchiostro viene usata anche la penna a sfera, chiamata biro dal nome del suo inventore, l’ungherese Ladislao Biro. Questo tipo di penna si adatta bene ad effettuare schizzi e appunti in quanto è molto scorrevole. Per usare questo tipo di penna è adatta la carta liscia, cui si raggiungono risultati estetici soddisfacenti.
L’inchiostro, oltre che nero, può essere colorato. Se viene dato con il pennello, si ottengono risultati di notevole vivacità e freschezza.
Il disegno a inchiostro è tipico della tradizione artistica orientale. In Cina e in Giappone era noto sin dal 2000 a.C. In Europa si diffuse dal Medioevo, per opera dei monaci che disegnavano con la penna d’oca, su pergamena. Questo tipo di penna continuò ad essere usato accanto ad altri tipi di strumenti, fino agli ultimi anni del 1800.
Il disegno a penna riscosse grande successo nel Rinascimento e nei secoli successivi, quando il tratteggiamento e il chiaroscuro costituivano la base d’insegnamento dell’arte nelle scuole specializzate, cioè le Accademie.
Il Guernico, artista della prima metà del 1600, per mezzo del tratteggio più o meno fitto, riuscì a dare volume alle figure ed effetti di luce allo sfondo.
Il disegno effettuato da Augusto Bompiani, pittore del 1800, usa il disegno ad inchiostro come “schizzo” preparatorio di un quadro. Costituisce, cioè, una rapida annotazione di una idea, che verrà ripresa, studiata e ampliata in seguito. L’artista ha annotato il soggetto con un segno di penna veloce e sicuro, senza curarsi di entrare nei particolari e nelle rifiniture dell’opera.
Il pittore francese Balthus esegue disegni ad inchiostro con tratti paralleli e incrociati, è riuscito a rendere immediatamente percepibile l’atteggiamento della persona raffigurata.