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La nascita del design risale ai primi decenni del 1800, quando fu affidata alle macchine la realizzazione di oggetti che in precedenza erano fatti a mano dall’uomo. In seguito a tale cambiamento, l’uomo ebbe esclusivamente il compito della progettazione. In un primo momento i prodotti industriali imitarono le forme di quelli artigianali, mantenendo decorazioni e caratteristiche acquisite. Ma gradualmente si sentì l’esigenza di nuovi valori estetici e, con l’inizio del 1900, ebbe inizio uno dei periodi più importanti per la storia del design. Fondamentalmente fu il contributo dato dal “Bauhaus”, la celebre Accademia d’arte tedesca. Al Bauhaus si cercava di raggiungere con il minimo costo il massimo livello estetico in oggetti dalla natura più diversa. Sono assai note alcune opere progettate nell’ambito del Bauhaus, ad esempio la poltrona “Paimio” di Alvar Aalto. Molti artisti tedeschi, con l’ avvento del nazismo, si trasferirono negli Stati Uniti, dove trasmisero i fermenti della nuova ricerca e dove in breve tempo vennero istituite scuole di design in tutte le maggiori Università. Dopo la seconda guerra mondiale, soprattutto negli anni 1960, ha avuto grande rilievo e diffusione il design dei paesi scandinavi con caratteristiche di semplicità e funzionalità, uniti al predominio del legno su altri materiali. Anche il design italiano ha avuto nel dopoguerra grande sviluppo e la linea di alcuni prodotti, quali tavoli, lampade, elettrodomestici e oggetti di arredamento sono stati apprezzati in tutto il mondo per la loro essenzialità ed eleganza. Ne esistono esempi, la macchina da cucire “Mirella” della Necchi, progettata da Marcello Zizzoli e l’aspirapolvere di Achille e Pier Giacomo Castiglioni.

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