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Il collage si ottiene con frammenti di carte colorate incollati su una superficie di supporto. Si possono usare carte pesanti o leggere, opache, trasparenti, lisce o ruvide.
I frammenti di carta possono essere tagliate con le forbici oppure ottenuti “a strappo” così da produrre un contorno più irregolare. Da tenere in considerazione che il giornale costituisce un utilizzo interessante se viene accostata ad altre carte colorate.
Con questo tipo di collage ottenuto esclusivamente con carte, sia colorate che stampate a disegno è chiamato anche papier-collè.
Per fare un collage oltre che a usare carte si possono usare pezzetti di stoffa, di panno, frammenti di legno, di sughero, di plastica, cortecce d’albero, carta stagnola, semi, fiammiferi, stuzzicadenti, fili di lana, spago e ogni altro tipo di materiale; In questo caso si è creato un collage polimaterico.
Il collage polimaterico costituisce una tecnica che permette una varietà di effetti, impossibili da aversi con qualsiasi altro mezzo cromatico, se usato da solo.
L’invenzione del collage, come tecnica pittorica, si fa risalire all’inizio del 1900. Braque e Gris furono gli iniziatori della corrente artistica chiamata “cubismo”. I due artisti francesi furono infatti i primi che introdussero frammenti di tela stampata, pezzi di carta da parati o di giornale nei loro quadri.
In seguito tale procedimento si diffuse nella pratica artistica e il collage costituì una delle tante tecniche della creazione anche di opere astratte. Henri Matisse realizzava i suoi quadri ritagliando figure ad uno o più colori su uno sfondo bianco. L’esperienza del collage policromatico apri la strada allo sviluppo di tecniche miste, con l’uso simultaneo di colori a tempera, smalti acrilici insieme ad oggetti e fotografie.