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Con il termine “ceramica” si disegnano in genere tutti gli oggetti ottenuti modellando l’argilla e consolidandola poi con processi di cottura. Gli oggetti di ceramica sono di universale diffusione a causa della larga disponibilità della materia prima e per la facilità della lavorazione. La ceramica è stata una delle prime tecniche plastiche conosciute dagli uomini. Usata fin dalle epoche preistoriche per la fabbricazione di vasellame e di oggetti di uso comune, servì però anche per creare statuette e figurine, cioè vere e proprie opere d’arte, che ebbero un loro sviluppo attraverso i secoli fino ad arrivare a opere magistrali come quelle che seppero fare gli etruschi, es. con la riproduzione dell’Apollo di Veio. Non bisogna inoltre dimenticare che la ceramica ha una sua funzione estetica anche ai fini della decorazione architettonica. Una suddivisione puramente indicativa dei vari tipi di ceramica può comprendere: 1) La “terracotta”, a pasta porosa, di colore rosso naturale senza rivestimento. 2) La “Faenza”, a pasta porosa, colorata con rivestimento vetroso trasparante (vernice) o opaco (smalto: in questo caso si ottiene la “maiolica”). 3) Il “gres”, a pasta compatta vetrosa. 4) La “porcellana”, a pasta compatta bianca vetrosa. 5) La “terraglia”, a pasta porosa bianca. La creta o la terra, prima di essere cotta acquista la forma definitiva, quella scelta dall’artista per esprimersi attraverso la modellazione o la tornitura. Se poi vuol ripetere il modello in più esemplari, si deve preparare uno stampo in gesso.


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