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L' "acquaforte” è una incisione su rame che si caratterizza per la variabilità dei tratti e per gli effetti chiaroscurali che è possibile ottenere. La matrice si ricava in forma indiretta da una lastra di rame spalmata con una speciale vernice cerosa colorata in nero o in rosso, sulla quale si disegna raschiando la vernice con una punta. Ponendo la lastra in una soluzione di acido nitrico, chiamata acquaforte, perché chiara e fluida come l’acqua, questa incide e scava la lastra solo nei punti in cui è stata tolta la vernice.
L’”acquatinta” è una incisione che si configura simili all’acquaforte nel procedimento. Varia Solo la preparazione della lastra, che nello strato di cera che la copre contiene alcune sostanze granulose, quali pece greca in polvere, polvere di marmo oppure zucchero. Nella fase d’immersione della lastra nell’acido, i granelli contenuti nella cera, essendo porosi, permettono l’infiltrazione del liquido, che produce una leggera corrosione della superficie. Anzichè linee, come nell’acquaforte, si ottengono così superfici inchiostrate. Si accosta in tal modo più alla pittura che al disegno.
La tecnica “esplosiva” è una variazione dell’acquatinta. Il procedimento consiste nel tracciare il disegno con il pennello direttamente sulla lastra, con una vernice acquosa a base d’inchiostro di china e zucchero. Quando il disegno è asciutto, si copre con una vernice al bitume e poi si immerge nell’acqua. L’umidità fa gonfiare lo zucchero che si solleva, provocando l’esplosione della vernice che lo copre e lasciando il metallo scoperto. La lastra viene poi trattata con il normale procedimento dell’acquatinta.
In tutte le tecniche d’incisione, dopo aver tracciato il disegno sulla matrice, il suo trasferimento sulla carta si ottiene per mezzo di vari passaggi.
Si da l’inchiostro su tutta la lastra per primo per poi pulire accuratamente la superficie. Dove la lastra è incisa, l’inchiostro riempie le lastre scavate.
Tutti i sistemi d’incisione calcografica sono tuttora in uso ma oggi il procedimento è diventato più facile, grazie alla fotografia, che permette attraverso vari passaggi chimici, una incisione quasi automatica della lastra.
L’acquaforte si diffuse in Europa nel Rinascimento riscuotendo grande successo anche nei secoli successivi per la varietà di soluzioni grafiche e di chiaroscuri quasi pittorici che essa consenta.
Fra gli artisti più famosi che si specializzarono in questa tecnica vi fu nel 1600 Rembrandt in Olanda. In Italia un pittore del Novecento che ha utilizzato questa tecnica con notevole abilità è stato Giorgio Moranti, che ha usato nei suoi lavori un segno sottile, dai tratti paralleli o incrociati.